Pellicano

Anche gli Under 18 alla Final Four

Dopo gli Under 20, che giocheranno lunedì e martedì a Ponzano, anche gli Under 18 di coach Garon e Franceschini si sono qualificati per le finali regionali.

I diciottenni neroverdi giocheranno a San Vendemiano affrontando i padroni di casa e, in caso di vittoria, la vincente dell’altra semifinale tra il Pontevecchio Bologna e Falconstar Monfalcone. Le finali avrebbero dovuto disputarsi questo lunedì in contemporanea a quelle degli Under 20 ma la qualificazione delle due squadre virtussine ha costretto la FIP a posticipare in data da definire le gare del campionato dei più giovani. Diversi atleti della squadra Under 18 infatti fanno parte anche del team maggiore, costituendo un “super gruppo” (il termine è tecnico e definisce un’unica squadra allargata che partecipa a due campionati) che ovviamente non può essere diviso proprio in occasione della fase più importante della stagione.

La prima parte dell’annata 2017/18 non è stata facile per i ragazzi di Garon e Franceschini che nel girone d’andata si sono lasciati portar via troppe partite e pur riuscendo poi a riscattarsi nel ritorno, hanno compromesso il percorso della squadra verso la fase nazionale.

Nella seconda fase a carattere interregionale i neroverdi sono stati inseriti nel girone Ovest, che comprendeva anche squadre dell’Emilia Romagna, e si sono guadagnati l’accesso alle finali grazie alla rotonda vittoria dell’ultima giornata sui diretti concorrenti del Leoncino Mestre, un +21 che in fase di classifica avulsa ha significato il prestigioso biglietto di viaggio per San Vendemiano.

VIRTUS BASKET PADOVA – LEONCINO MESTRE    74 – 53

Virtus Padova: Visone 6, Varagnolo 2, Marinello 7, Cammisa 7, Pezzolo, Pellicano 20, De Benetti, Cignarella 5, Mazzonetto 9, Baccaglini 6, Basso 10, Mason 2. All. Garon e Franceschini.

Leoncino Mestre: Povelato, Buogo, Bagordo, Rampado, Toffanin, Bortoluzzi, Busatto, Gaudio, Tocchi, Bisceglie, Akidyamen. All. Toffanin, ass. Venturin.

We got it! Con una schiacciante vittoria sugli ospiti di Mestre ci garantiamo un posto tra le 4 finaliste del Trofeo nord-est (seconda fase del campionato di Eccellenza), traguardo di cui essere comunque orgogliosi che getta un po’ di luce su una stagione con tante ombre.

Vittoria ampiamente meritata da parte di una Virtus che aggredisce subito la partita, senza badare a massaggiarsi i lividi rimasti dopo l’accesa disputa della regular season. Due dati significativi a proposito: gli avversari realizzano dalla lunetta ben 22 dei 53 punti totali che mettono a referto, e 3 loro giocatori lasciano il campo dopo aver commesso il loro quinto fallo, a dimostrazione del fatto che, nonostante la partita sia molto intensa, a tratti ruvida, noi spendiamo i falli con maggiore intelligenza. Al contempo, grazie alla difesa aggressiva, limitiamo le loro scelte offensive. Il tiro dall’arco, arma letale per gli avversari anche nei confronti precedenti, produce solo 3 conclusioni efficaci, quelle sbagliate sono frutto di forzature o velleità.

Dopo anni di confronti, sono giunto alla conclusione che la tensione che da sempre caratterizza le sfide con il Leoncino non può che essere figlia di una differenza di potenziale tra le due squadre (gli amici fisici mi perdoneranno per la sottile ironia). In effetti, i 4 falli tecnici fischiati (2 per parte) giovedì sera descrivono una partita molto sentita, ma pur sempre corretta, in cui è emersa la nostra fisicità, la nostra fame, quella di Ben che dopo aver annullato un appoggio del numero 19 con una stoppata pulitissima, sostiene il suo sguardo come colui che “la bocca sollevò dal fiero pasto” (beccandosi un tecnico sacrosanto). Una partita n cui Niccolò ha preso per mano la squadra guidandola con personalità e grande visione (almeno fino al terzo quarto).

Il parziale del secondo periodo (22-8) ci permette di mettere la testa avanti e di affrontare la successiva metà di gara con maggiore sicurezza. Memori dei passati confronti, in cui nel terzo quarto avevamo spesso ceduto l’inerzia della gara, il nostro atteggiamento è propositivo, nessuno si tira indietro, muoviamo la palla, corriamo in contropiede. Forse con eccessiva audacia, tant’è che per due volte da un nostro canestro “rubato” ne subiamo uno sul ribaltamento di fronte. Il momento decisivo occorre però nell’ultimo quarto, con un uno-due che passa prima dalle mani di Mattia (tripla dall’angolo dopo essersi aggiustato il ciuffo), poi da quelle di Riccardo, che disegna da centro area un gancio cielo da cineteca. E’ quanto basta per stendere un Leoncino mai apparso insidiare seriamente il nostro controllo della partita.

E’ quanto basta per soffiare una ventata di entusiasmo nello spogliatoio e, prima ancora, tra chi sedeva in panchina, sempre pronto ad esultare alle giocate vincenti dei compagni. Sotto gli occhi vigili dello stato maggiore (coach Rubini e il presidente Bernardi seduti in tribuna oltre, immancabilmente, al General Manager Enrico a bordo campo), la Virtus porta a casa un risultato prezioso per l’approdo alle Final 4, ma soprattutto per il morale di una squadra che deve imparare a conoscersi per non recitare da comparsa l’anno prossimo.

Carlo Cignarella

 

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