Schermata 2018-02-26 alle 10.03.04

Virtus a testa bassa per Cento è facile

(Il Mattino)
Match senza storia, la capolista scappa in avvio e domina
Se Cento è di nome e di misura, la Virtus al momento non vale più di settanta. Senza Miaschi, con Canelo in recupero ma non al meglio, l’entusiasmo dei giovani neroverdi non basta per frenare la capolista, peraltro reduce da due imprevisti ko consecutivi e decisa a ripartire con una prova convincente.
È tutta una salita e la Virtus va subito in affanno. Pronti, via e Cento scappa con Piunti e Vico (4-0) poi una tripla di Pasqualin dopo tre rimbalzi offensivi (7-0) costringe Rubini al primo time out. Non cambia molto e bisogna aspettare metà tempo per i primi due punti della Virtus, una schiacciata di De Zardo assistito da Piazza. Entra Canelo, Nobile fa il secondo fallo, Ba spinge Cento sul +13 (17-4) e una bomba di Chiera sigilla il 20-8 del primo quarto con sei palle perse dai neroverdi. Di buono c’è che Canelo sembra in recupero: suoi i sei punti con cui la Virtus evita di sprofondare nel secondo periodo, mentre Chiera e Cantone accelerano fino al 24-10. La Virtus ha 0/5 da tre e palesi difficoltà a trovare il canestro. Cento, dall’altra, ha tutte le soluzioni che vuole e dopo la seconda bomba di Chiera arriva al +15 (27-12 e poi 29-14 dopo 6′). È dura, e si sapeva. Crosato ha mani gelide (0/4 da tre) ma almeno assiste Nobile per il 29-17 (8′). Cento domani sotto le plance e conquista spesso nuove chance, così Benfatto riporta a 15 la distanza (32-17) prima che due liberi di Crosato chiudano la prima parte di gara sul 32-19.Si riparte con 4 punti di Benfatto (36-19). Schiavon rompe il sortilegio da 3, Vico risponde (39-22 al 2′) e Cento tiene saldamente il controllo (41-22 al 5′), costringendo Rubini a riordinare le idee con i suoi a metà periodo. Non serve a granché. Il tiro dalla lunga non funziona (1/11) mentre Cento sistema la mira e Pasqualin mette la tripla del +24 (46-22) prima che Vico (7′) allunghi sul +26. Una bomba di Chiera a 1’32” dalla penultima sirena sancisce il +29 e in sostanza la fine del match. Da qui in poi Cento stacca il piede dall’acceleratore e si gioca solo per le statistiche. Il periodo si chiude sul 55-29. Chiera però non è uno che rallenta volentieri. Sua la bomba che in avvio di ultimo quarto riporta Cento a +27 (58-31). Rizzitiello lo imita poco dopo e il vantaggio dei ferraresi diventa imbarazzante per la Virtus (65-31) con Cantone che alla fine farà dieci assist. Rubini mette in campo anche Tognon. Dopo 5′ Cento è a +40 (73-33) con la quinta bomba di Chiera e coach Benedetto decide che basta. Spazio alle seconde linee. Le percentuali di tiro sono perfino più impietose del tabellone: Cento 51,7%, Virtus 29,4. Finisce 79-37. Ora c’è la sosta, per rimettere insieme i pezzi.

Rubini : ”Deluso dall’atteggiamento”

Dopo due belle domeniche, coach Rubini perde il sorriso e deve dichiararsi deluso. «Non abbiamo messo in campo la solità aggressività e la nostra consueta mentalità», attacca l’allenatore della Virtus a fine partita. «Se scendi in campo con atteggiamento rinunciatario in un campo come questo e contro una squadra che veniva da due sconfitte consecutive, non puoi che esporti a un brutto risultato. Non condivido per niente questo atteggiamento». Certo, di attenuanti la Virtus ne ha diverse. L’infermeria piena, l’assenza di Miaschi, una settimana difficile alle spalle. «Vero, ci sono mille situazioni di cui potremmo parlare», prosegue Rubini, «perché in settimana non ci siamo allenati come avremmo dovuto per preparare una partita così complicata. Crosato ha una caviglia a pezzi ed era in campo per onor di firma, Canelo sta tornando a giocare dopo due mesi ed è un pesce fuor d’acqua, Miaschi non c’era e in una serata in cui non segni mai ci avrebbe fatto comodo. Ma ripeto, aldilà delle motivazioni, non si giustifica l’atteggiamento rinunciatario con cui abbiamo affrontato la partita».
Cristiano Cadoni
mattino_logo
26 febbraio 2018
Commenta tramite il tuo account Facebook