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Virtus, che rimonta ora è fuori dal tunnel

(Il Mattino)
Schiaccia il Lugo con qualche brivido. C’è Piazza da miracoli.
Il peso delle tre sconfitte consecutive e il forfait all’ultimo del suo totem Nobile non hanno segnato nel morale la Virtus Padova. Nella tana calda di Rubano, la squadra di Daniele Rubini si prende la rivincita su Lugo, nello scontro diretto spartiacque tra la zona playoff e salvezza, ribaltando anche il differenziale canestri dell’andata. Volendo riassumere in un solo nome l’ennesima rinascita virtussina, bisogna per forza spendere quello di Andrea Piazza che, con i suoi 30 punti e 5 assist, ha sparigliato tutte le carte nel mazzo, trascinando i neroverdi verso una vittoria fondamentale per tenere vive le ambizioni da playoff e allontanare la trappole dei playout.
Tutto facile allora? Non proprio. Prima dell’apoteosi, la Virtus è dovuta passare attraverso il rebus della zona attuata dei romagnoli, venendo rimontata dal + 17 fino al +1 a cavallo di terzo e ultimo quarto. Ci ha pensato Piazza, letteralmente “on fire”, a risolvere tutti i problemi, spingendo avanti i suoi già alla fine del primo parziale (23-18), anche sei poi gli ospiti hanno iniziato a mostrare la faccia cattiva (25-24). La Virtus, intenta a capirci qualcosa in più attacco, veniva condizionata da qualche fischio discutibile (due sfondamenti a Miaschi e Crosato), ritrovandosi in bonus dopo meno di 5′ (27-24). Schiavon, però, diventa un fattore indovinando due triple in serie, salvo poi venire emulato dall’altra parte da Filippini (35-34). Un altro tiro pesante di Schiavon nasconde qualche pecca nell’impianto offensivo locale (38-34) e in uscita dal timeout è ancora l'”aereoplanino” padovano a dare fuoco alle polveri (40-34).
Padova viene soverchiata a rimbalzo dagli attaccanti avversari ma, quando cattura la carambola giusta, è in grado di affondare in transizione (45-36). Le ripartenze sono micidiali nel break (8-0), attraverso il quale Padova si issa a +15 (53-38 al 25′). Lugo prova a restare a galla appoggiando il gioco alto-basso per il suo lungo Filippini (55-43). La Virtus, però, aggredisce tutti i palloni scappando via in contropiede sulle schiacciate dei suoi “golden boys” Miaschi e De Zardo (62-45). Sul -17, la formazione ospite ha un paio di sussulti che le permettono di resistere e poi, perfino, rientrare a -11 (68-57). All’improvviso, una gara solo da controllare si riapre quando Rubini perde le staffe venendo sanzionato con un tecnico. Dalla lunetta, Valentini stampa tre liberi, mentre nel possesso successivo Rubbini insacca la tripla del -5 (68-63). I neroverdi restano in rottura prolungata per 4′ prima che Maresca sblocchi il punteggio (70-64). Stanzani perfeziona un gioco da tre (70-67) e un altro viaggio in lunetta di Valentini vale il -1 (72-71). Crosato e soci sentono odore di beffa, tuttavia si aggrappano al solito Piazza (77-71) che metterà in ghiaccio la vittoria al tiro da fermo (80-73). La Virtus c’è di nuovo, ma forse non se era mai andata.

Rubini: «Andrea, carattere da vendere»
Mai come ieri sera è sembrato così in splendida forma Daniele Rubini. Dalla panchina, ha pilotato la sua Virtus fuori da una situazione che era diventata abbastanza complessa. Ma si può soffrire così, dilapidando un vantaggio di 17 lunghezze?
«Sì», risponde il coach della Virtus, «Lugo ha fatto l’unica cosa che poteva fare di fronte all’assenza di Nobile, che è l’unico capace di smistare la palla in post alto. Aggiungiamoci poi il fatto che gli ultimi arrivati, De Zardo e Maresca, non avevano acquisito gli automatismi e non avevano chiaro come ci comportiamo contro la zona. Abbiamo dovuto ripiegare in corso d’opera su un altro gioco raffazzonato, che eseguiamo contro la difesa a uomo in modo tale da dargli dei riferimenti certi. Bravi tutti i ragazzi che hanno avuto voglia di provarci, anche quando appena arrivati in palazzetto abbiamo scoperto che Nobile era a letto con l’influenza. In campo non si vede, ma se in questo momento riusciamo a tenere alto il livello va soltanto elogiato il lavoro del nostro settore giovanile».
Una menzione a parte la merita Andrea Piazza. La sua è stata una prestazione da incorniciare. «Ha giocato una partita mostruosa, portando a spasso gli avversari», osserva il tecnico, «Ha mostrato cosa significa essere playmaker di una squadra sia in fase realizzativa che distributiva. Quando lo abbiamo scelto sapevamo cosa stavamo facendo. È un giocatore che ha carattere da vendere».
Mattia Rossetto
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12 febbraio 2018
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