Spallata all’overtime la Virtus doma le tigri

(Il Mattino)
Forlì sempre avanti, ma i neroverdi non mollano e vincono
Due partite. Una è quella che tutti si aspettavano: Forlì ad azzannare fin dal primo secondo come se non ci fosse un domani. La seconda, quella che nessuno si attendeva a maggior ragione dopo aver assistito ai primi minuti di gioco, è andata in scena all’overtime con la Virtus che si impone permettendosi anche il lusso di sbagliare qualcosa di troppo. A dirla tutta i romagnoli hanno tenuto le redini della partita per 40 minuti mentre la Virtus, dopo non aver mai dato l’idea di avere la forza di rovesciare il tavolo, ci ha creduto sempre (esemplari in questo senso Crosato e Piazza) trovando la zampata finale che ha messo a cuccia le “tigri”. A fare gli occhi della tigre sono stati, alla fine, i neroverdi e in particolare Federico Schiavon che dopo aver chiuso a secco i primi 20′, festeggia con 15 punti all’attivo e un 3/7 da tre provvidenziale.
La Virtus parte con le gambe molli e Forlì si mostra subito attiva a rimbalzo offensivo assicurandosi sempre due o tre occasioni di tiro consecutive. Dalla panchina di casa si alzano prima Lazzaro per Nobile e poi Miaschi per Schiavon (7-15 all’8′). Papa sparge sale sulle ferite inchiodando una schiacciata rabbiosa su Canelo. È qui che i romagnoli si prendono le redini della partita. Con Piazza e Nobile la Virtus si rimette più volte in gara ma non ribalta mai l’inerzia (34-36 al 20′). Minuto dopo minuto, nella ripresa si consolida questo copione e a 14″ dalla terza sirena un tecnico fischiato Rubini sembra la classica salita che spezza le gambe. I cattivi auspici hanno poi il volto di Battisti che, al primo giro della frazione decisiva, entra nella difesa neroverde come lama nel burro (48-52). Il guizzo d’orgoglio di Crosato (gioco da tre per il 51-55 al 33′) fa sperare ancora. Si entra negli ultimi due minuti, un tap-in di Nobile vale il meno uno ma in difesa è notte fonda. Quando la palla scotta è Villani a prenderla in mano costringendo Crosato al quinto fallo. Schiavon tira fuori il coniglio dal cappello (64-64), in percussione si rispondono Carpanzano e Piazza. Battisti non tradisce ed è 66-68 con 24″ da giocare. Miaschi si prende il fallo e pareggia (68-68). Forlì ha 17″: li gioca tutti ma è overtime. Carpanzano continua a fare male, ma la Virtus trova ancora Schiavon e Miaschi. Su errore di Forlì, Piazza va a giocare spalle a canestro e ha ragione (74-70). In più Lazzaro si becca uno sfondamento e Schiavon mette la tripla (77-70 al 43′). Battisti commette il quinto fallo su Lazzaro che dalla lunetta non sbaglia (79-71). Nobile commette un ingenuo antisportivo ma le tigri non graffiano. Villani è velluto da tre e la Virtus spreca un possesso (79-75 a 36″). Villani ne mette solo uno dalla lunetta e sul press Lazzaro va a prendersi un fallo (2/2, 81-76). I neroverdi allungano dalla lunetta con Piazza ed è festa.

Coach Daniele Rubini: «Difficile giocare qui, bravi a crederci»
«Vista la situazione direi che siamo stati bravi». È appena terminata la partita e coach Daniele Rubini viene immediatamente richiamato dal pubblico di fede virtussina ad avvicinarsi alla tribuna. Il “trenino” di cinque alti è una tradizione che non concede deroghe, a maggior ragione se si centra un inizio di stagione con il secondo successo in due partite. «Siamo stati bravi» riprende il filo «perché abbiamo vinto in trasferta» scherza ma non troppo Rubini. «Qui (alla Kioene Arena, ndr) non ci alleniamo mai. Non abbiamo punti di riferimento e si è visto perché in difesa sui rimbalzi lunghi non ci siamo mai stati». Il nonostante tutto di Rubini comprende l’assenza di Calzavara (il secondo play) e la caviglia grossa come un’anguria di Canelo. «Difficile stare in campo in quelle condizioni» è la chiosa sulla prestazione incolore di JC. «Ci abbiamo creduto sempre, non mollando mai la presa sulla partita nonostante siamo stati sempre all’inseguimento di Forlì. Con secondi o terzi tiri i romagnoli hanno fatto la loro partita, mettendo in mostra tutta la loro fisicità. Noi abbiamo avuto il merito di non arrenderci e alla fine siamo stati ripagati. La gestione degli ultimi 17″ dei tempi regolamentari? Abbiamo azzardato la difesa, scegliendo di giocare per il supplementare. Invece di fare fallo e provare ad avere l’ultimo possesso per la vittoria. Avevamo poche idee e confuse, ho preferito così. Un azzardo, certo, ma alla fine è si è rivelata una scommessa vincente».
m.mar.
mattino_logo
9 ottobre 2017

La Virtus balbetta ma non molla e vince