Virtus Basket Padova – Rhodigium 38:42

Partita serale per le Tigri dell’Under 14 guidate da coach Alessandra Dal Prà.
La squadra è formata da ragazze del 2004, 2005, 2006 che hanno saputo fare gruppo da subito, molto affiatate e con tanta voglia di portare a casa un buon risultato.
Visibilmente emozionate per questo primo incontro di campionato, hanno ospitato in casa il Rhodigium Basket.

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Crema amara per la Virtus

(Il Mattino)
I neroverdi costretti a cedere allo scatenato attacco lombardo.
Crema lascia la Virtus con l’amaro in bocca. C’è stato ben poco da fare per i neroverdi, costretti a cedere nettamente di fronte alla “tempesta” di triple scatenata da un attacco lombardo in formato atomico. «Loro hanno tirato con il 44 per cento da tre, noi appena con il 15 per cento», sintetizza coach Rubini, «Anche quando stavamo facendo una buona pallacanestro e abbiamo costruito dei tiri aperti la palla non ne voleva sapere di entrare. Se avessimo segnato, probabilmente avremmo potuto cambiare il volto della partita, ma è anche vero che Crema ha mostrato una verve atletica che in questo momento noi non abbiamo. Il loro atletismo ci ha messo in grossa difficoltà. Restiamo una squadra, in cui è fondamentale il contributo di tutti e se questo viene a mancare diventa molto più difficile vincere».
Non è esattamente il miglior viatico per il derby con Vicenza da giocare nell’infrasettimanale di giovedì alla Kioene Arena, anche se fino alla fine del terzo quarto la Virtus è rimasta in partita. Poi, è crollata sotto i colpi di Crema, che onestamente si è dimostrata subito ispirata dall’arco (9-4).
Dopo aver ricucito lo strappo (11-10), la Virtus concede ancora spazio ai locali, che scappano sul +8 con la bomba di Del Sorbo (20-12). Sulla tripla di Paolin, il vantaggio cremasco lievita già alla doppia cifra (28-18). Rubini inserisce forze fresche schierando Calzavara, insieme a Miaschi e Piazza, che prova a tenere a galla i suoi (28-23). Le idee non mancano, ma Crosato e compagni hanno le mani ghiacciate dalla lunga distanza (1/10 nei primi 20′), mentre la difesa scricchiola troppo. È qui la grossa differenza con Crema, che tira con percentuali stellari dai 6.75. Soltanto Calzavara sblocca l’impasse virtussina al tiro da tre (33-27). La Virtus avrebbe più chili e centimetri sotto le plance e quando libera i suoi “dioscuri” è un’altra squadra: Lazzaro si prende i falli e concretizza dalla lunetta (35-31), Nobile servito in area da Canelo ricuce lo strappo al possesso pieno (36-33). Sull’altra metà campo, però, Ferraro è ancora implacabile dietro la linea dei tre punti (39-33).La ripresa inizia sulla falsariga del primo tempo: Del Sorbo e Dagnello sparano da tre (45-35), Canelo replica con la stessa moneta (45-38), ma un altro miniparziale (5-0) spinge i padroni di casa sul +12 (50-38). Passato il getto di fuoco, Piazza tenta di tamponare l’emorragia (50-44 e 53-47), ma l’elastico si riapre con un altro allungo lombardo (7-0), che fa sprofondare i neroverdi a -13 (60-47). Al via dell’ultimo quarto si verifica l’episodio che chiude ogni discorso: dopo una conclusione dalla lunga di Crosato, viene fischiato un tecnico a Rubini. Peroni insacca il libero susseguente e sul nuovo possesso indovina l’ennesima tripla (64-48). È una mazzata, che si rivela fatale, quando Peroni martella per la seconda volta dall’arco (67-48). Un’altra bomba di Ferraro rende fin troppo severo il risultato (71-48) per la Virtus, che nel finale salva in parte l’onore (73-57).
Mattia Rossetto
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30 ottobre 2017

Crema amara con un mea culpa

(Il Gazzettino)
Rimandata, ma non bocciata. Al primo vero test di maturità della stagione (e giovedì sera si replica con Vicenza alla Kioene Arena), la Virtus torna sconfitta da Crema peraltro con un discreto passivo (-16). Segnali positivi, però, per la formazione di Daniele Rubini ce ne sono.
«La verità è che questa sera non siamo stati supportati dalle percentuali di tiro – spiega il coach neroverde -: il dato più eloquente è il nostro 15 per cento da tre punti a fronte del loro 45 per cento. Così, non puoi pensare di tornare vincitore. Eppure, abbiamo subito solo 73 punti: segno che il piano partita ha tenuto. Ai ragazzi, avevo presentato la partita: andiamo a giocare di nuovo a Rimini (dov’era arrivata la prima sconfitta stagionale in volata e dopo una gara condotta a lungo, ndr), ma con più talento Crema, infatti, ha negli esterni un notevole potenziale; inoltre, con varie alchimie, ci ha di fatto impedito di appoggiare la palla sotto. Ed in questo caso, nonostante alcune buone giocate e tiri aperti, non abbiamo appunto saputo trovare con continuità la via del canestro».
Crema, in pratica, ha sempre fatto l’andatura sin dal canestro di apertura: la tripla segnata, dopo quasi due minuti, da Peroni. La Virtus, che pure metteva il naso avanti sul 4 a 3 (2/2 ai liberi di Piazza e canestro di Nobile), veniva subito ricacciata indietro da un parziale di 8 a 0 dei locali. E sul -6 i neroverdi chiudevano la prima frazione, dopo che riavvicinatisi momentaneamente a -1 (11-10) ne subivano un altro di 6 a 0. Scivolati anche a -10 (28 a 18 al 13′), capitan Crosato e compagni andavano poi negli spogliatoi con lo scarto limitato a un solo canestro.
Nelle fila cremasche, il veterano Del Sorbo (unico rimasto dalla scorsa stagione) e il giovane di scuola Reyer Paolin (nell’estate 2014 vicino ad un approdo in Virtus) erano, nel primo tempo, le spine nel fianco della difesa patavina.
L’andamento, seppur tra break e contro-break, non mutava nella ripresa: aperta da un canestro di Lazzaro, subito replicato da un 6 a 0 dei lombardi che tornavano a +10. La Virtus, supportata sia in cabina di regia che in fase realizzativa da Piazza (l’unico ieri sera con percentuali sufficienti: 4/5 da due e ai liberi, 1/3 da tre) tentava, faticosamente, se non altro di restare aggrappata al match.
All’inizio di ultima frazione, però, sul -12 era l’altro esterno Peroni con due triple consecutive entrambe dall’angolo a scrivere davvero la parola fine. I locali raggiungevano, infatti, anche il +23 prima che Crosato, Canelo (tripla) e Lazzaro (in lunetta) limitassero il passivo.
Giovanni Pellecchia
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30 ottobre 2017