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Home Prima squadra news Alla Broetto il primo spareggio salvezza

Alla Broetto il primo spareggio salvezza

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Broetto Virtus - Conad Ozzano  70-68

Broetto Virtus: Di Marco 15, Pressanto 9, Sabbadin 10, Mancini 12, Zonta 3, Guevarra, Sorgente 7, Romeres, Braggion 14, Di Fonzo n.e. All. Benetollo.

Ozzano: Poli 18, Paggi 14, Polombito 5, Iegri 7, Loriga 2, Risi 5, Buscemi 2, Grillini 15, Ballestri e Cusi n.e. All. Govoni

Parziali: 22-22, 31-37, 52-57, 70-68

Le statistiche

Ozzano ha solo 6 punti in classifica e nonostante il tesseramento della guardia argentina Paggi ha perso le ultime due gare contro squadre (Scandiano e Forlì) che al pari della Broetto sono delle dirette concorrenti nella sfida per non retrocedere.

I tesseramenti supplettivi che oltre all’argentino hanno rimpolpato l’organico dei rosso-blu con il lungo Loriga che aveva esordito già nella gara d’andata, e con il giovane play Iegri, arrivato a fine novembre, evidentemente non sono riusciti a sistemare gli equilibri di una squadra che si è dimostrata troppo sbilanciata sui piccoli (nella foto Poli cerca un'assistenza per Polombito). Neppure il cambio della guida tecnica con l’esonero di coach Govoni avvenuto proprio dopo la sconfitta interna con la Broetto e l’arrivo dell’esperto Cappelletti ha dato la scossa sperata. Il peccato originale compiuto dai tecnici del presidente Cuzzani sembra essere il tesseramento del fuoriquota Carretta che evidentemente si contava fosse in una fase di recupero dall’infortunio dello scorso anno più avanzata rispetto a quanto si sia in effetti verificato permettendogli di giocare solo 5 gare.

Per Ozzano la partita con la Broetto rappresenta probabilmente l’ultimo appiglio alla categoria faticosamente conquistata l’anno passato mentre per i neroverdi la sfida con i bolognesi vale il mantenimento di quell’esile vantaggio sulle dirette inseguitrici che attualmente risparmierebbe ai ragazzi di coach Benetollo i temutissimi play-out.

Facile quindi pronosticare una gara piena di agonismo e combattuta fino alla fine. Così in effetti sembra debba andare con il primo quarto che si chiude in parità (22-22) grazie ad un tiro dalla media di Paggi e con le squadre che si alternano al comando senza mai accumulare più di un paio di canestri di margine.

Il secondo quarto inizia in continuità con il precedente finchè il cecchino Poli al 13’ da il primo strappo alla partita segnando una bomba (26-30), alla quale fa seguire una penetrazione vincente alla quale capitan Mancini si oppone fallosamente fruttando complessivamente altri 3 punti (26-33) per il primo vantaggio consistente dell’incontro (+7) che gli ospiti riescono sostanzialmente a conservare fino alla sirena, grazie anche ad una Broetto che appare spesso inconcludente e decisamente meno concreta del necessario (alla fine saranno 13 le palle perse segnate benevolmente dallo scout e sarà del 55% la percentuale ai liberi frutto di un insufficiente 12/22).

Al rientro dagli spogliatoi ci si attende un atteggiamento più aggressivo dei virtussini, invece è ancora Ozzano a fare la partita e dopo 4 minuti una bomba di Poggi segna il +13 che resterà il massimo vantaggio dell’incontro (35-48 al 24’). Il risveglio della Broetto è segnato da una buona precisione dalla lunga distanza e sono i canestri da 3 di Sorgente, Braggion (nella foto in alto alla conclusione dalla lunetta), Di Marco a consentire di accorciare le distanze fino al -5 finale determinato da un'ultima bomba di Pressanto (nella foto il tiro vincente) scagliata poco prima della sirena (52-57).

La partita è riaperta e quando Di Marco inizia l’ultimo periodo centrando un’altra bomba (nella foto il play argentino al tiro da 3) sembra che per la Broetto cominci la discesa (55-57). Ozzano è in confusione, commette una moltitudine di errori subendo la zona press ordinata da Benetollo, inoltre i quintetti schierati da coach Laterza che sostituisce lo squalificato Cappelletti costretto a urlare dalla tribuna, sono in pratica composti da 4 guardie e un mezzo lungo (l’unico pivot Loriga è costretto ad abbandonare il campo al 33’ commettendo il suo quinto fallo sul 56-59) e hanno grandi difficoltà ad opporsi ai lunghi virtussini con Braggion, Sabbadin e Mancini che possono sfruttare la differenza di centimetri. Il sorpasso avviene a 5’24” dalla fine con una nuova bomba di Di Marco (63-61), poi una conclusione da sotto di Mancini (65-61) da l’illusione che la Broetto possa dilagare. Invece gli ultimi minuti sono avari di canestri e ricchi di errori, spesso clamorosi, da entrambe le parti. Una bomba di Paggi riporta sotto gli ospiti (65-64), ma Braggion replica immediatamente con la stessa arma riportando il margine a +4 (68-64) con 4 minuti da giocare. Il colpo sembra mortale invece i due liberi segnati da Grillini (68-66) su un contestatissimo fallo fischiato a Mancini (vedi foto a lato) ridanno speranza ad Ozzano. Nei due minuti successivi la paura di perdere prende il sopravvento sulla tecnica e nessuno riesce più a centrare il canestro finchè in apertura dell’ultimo minuto di gioco con un contropiede di Poli su palla intercettata Ozzano raggiunge la parità (68-68). L’attacco virtussino è fermato da Polombito con un fallo su Sorgente che segna uno dei due personali riportando avanti la Broetto (69-68), l’azione successiva di Ozzano è finalizzata da Grillini che sbaglia il tiro e Polombito nel contendere il rimbalzo difensivo a Braggion commette un’altro fallo che aggrava abbracciando nella caduta le gambe del virtussino. Il fallo è intenzionale, scatenando le proteste dei bolognesi, e nonostante Nicola sbagli entrambi i tiri liberi la rimessa da metà campo è ancora per la Broetto. Il fallo sistematico di Ozzano colpisce Sorgente che dalla lunetta segna nuovamente (nella foto il tiro vincente) solo uno dei due liberi (70-68) lasciando agli ospiti la possibilità di cercare la vittoria con l’ultima azione della partita. La bomba è di Grillini ma il tiro non è fortunato e il rimbalzo è preda di Sorgente con i bolognesi che si arrendono lasciando ai virtussini i palleggi necessari per far trascorrere i 5 secondi che mancano alla sirena senza cercare il fallo disperato.

 

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